venerdì 5 dicembre 2008

Semaforo verde dall'ambasciata


















Stamattina decidiamo di attendere che Eugeny si svegli da solo sopraffatto dai nostri rumori (intenzionali) e dalla luce proveniente dalle tende che opportunamente apriamo. E così pare un po’ più di buon umore. Dopo la colazione usciamo per dirigerci ancora verso il centro. Stamattina l’intenzione è quella di visitare il Cremlino. Stiamo per acquistare il biglietto quando suona il telefono. E’ Giulia che ci dice che ha ritirato tutti i documenti dall’Ambasciata e che tutto è ok per il rientro, ma ce li deve consegnare alle 14 in hotel. La visita al Cremlino quindi è limitata all’area esterna. Acquistiamo dunque il biglietto che ci permette di visitare l’interno delle mura della Fortezza, ma non entriamo in nessun edificio. Lo spettacolo è comunque bello e ci riserviamo di approfondire la visita in un futuro viaggio. Consumiamo il pranzo nel centro commerciale e poi, ormai esperti, prendiamo la metropolitana per il ritorno in albergo.
Qui, nella hall, troviamo Giulia che ci spiega tutto ciò che dovremo presentare alla dogana in Italia. Nel frattempo facciamo la conoscenza di un altro papà che rientra, con moglie e figli adottivi al seguito, dalla Siberia. Dopo i saluti a Giulia, andiamo in camera per dare la possibilità ad Eugeny di riposare un po’. Nel frattempo l’eccitazione per il viaggio di domani sale ed Eugeny pare felice ed impaziente delle novità. Lo dimostra saltellando e cantando. In camera gli concediamo di vedere, dal palmare, le immagini girate in Aprile del nostro incontro con lui e sorridendo, dice il nome di tutti i suoi amici e si ammira come attore cinematografico.
Dopo un po’ gli diciamo di scriverci almeno le prime 4 letterine dell’alfabeto, ma lui ci risponde sempre “zaftra” (domani) e fa i capricci. A questo punto fingiamo di arrabbiarci e di non dargli più retta e lui prende il quaderno e scrive per dieci volte tutte le letterine e poi, orgoglioso, va dal papà e gliele mostra. A questo punto Fabio si meraviglia per il buon lavoro e gli concede di giocare col computer. Abbiamo notato che ogni volta che non ottiene ciò che vuole o si offende per qualcosa che gli abbiamo detto, reagisce nascondendosi sotto il letto oppure sotto la scrivania.
Nel tardo pomeriggio usciamo per fare un giro. Visitiamo il mercato rionale coperto con coloratissime bancarelle di frutta, carne, formaggi, sottaceti, spezie. E poi andiamo al centro commerciale per poi consumare la nostra cena. Qui, sentendoci parlare in italiano, ci ferma un ragazzo di Roma e con lui scambiamo una buona mezz’ora di chiacchere. Noi gli raccontiamo la nostra storia e lui ci racconta che si è trasferito qui a Mosca da cinque mesi perché ha la fidanzata del posto, ma non si trova un granchè bene. Infatti ci dice che trovare il lavoro è impossibile se non si ha un certo visto ( quello che si compra!) e le paghe sono miserrime. Ha molta nostalgia dell’Italia e dice che qui la gente è chiusa e non sorride mai. Dopo averlo salutato andiamo ancora da T.G.I.Friday’s per la cena e brindiamo al nostro ritorno in Italia. Per Eugeny sarà una pagina importante della sua vita e noi attendiamo il momento di farlo conoscere ai nostri parenti ed ai nostri amici. Sogni d’oro piccolino!

1 commento:

sacha ha detto...

Buon viaggio....
A presto.
Sacha