

Questa è stata proprio una giornata incredibile…. Ci incontriamo con Aram alle 12 meno un quarto per dirigerci all’istituto a prendere Eugeny per sempre con noi. Le domande che ci facciamo sono molte, ma soprattutto come reagirà Eugeny. Arrivati, con un po’ di tensione apriamo per l’ultima volta la porta dell’istituto e, prima di tutto andiamo dalla direttrice con Aram. Qui ci viene consegnato il certificato delle vaccinazioni in originale, poi diamo alla direttrice 10000 rubli come dono che i genitori adottivi usano fare, inoltre le chiediamo se in futuro potremo spedire dei vestiti per i bambini ed i ragazzi e lei ci dice che accetta con molto piacere.
356220 regione di Stavropol
v. Nadezhola Distretto di Shpakovskiy
via Rabochaya 77
direttrice: Svetlana Mikhaylovna Shabanova
email: detdomnadezhda@mail.ru
La direttrice ci consegna anche una lettera che i genitori di Denis hanno lasciato per noi sulla quale ci scrivono che a loro farebbe molto piacere incontrarci e mantenere il rapporto di amicizia fra i piccoli in futuro, purtroppo però sono in partenza proprio oggi e tornano il 7 dicembre a prendere Denis. Dopo i convenevoli con la direttrice, Fabio le chiede se è possibile fare con lei una foto (anche perché è proprio una bella donna!) e lei ci accontenta. Quando scendiamo Eugeny ci aspetta e sta preparando tutte le sue cosine. I suoi amici del gruppo aspettano con lui e lo aiutano a radunare i vestiti, quaderni e anche un bell’album che loro hanno preparato per lui parchè si ricordi di loro. Ci sono proprio tutti e tutti si prestano a fare foto e ci chiedono in continuazione di far foto con noi. Io e Fabio vorremmo che quel momento si prolungasse all’infinito. Ad un tratto Eugeny chiede di poter mettere le scarpe nuove e, con quelle gli infilo anche il piumino che avevo portato da casa. Lui si dirige verso i suoi amici e dà la mano ad ognuno, poi viene la cuoca, una bella signora dalla capigliatura rossa che lo abbraccia e lo bacia con le lacrime agli occhi. In quel momento io non mi trattengo più ed il groppo alla gola si trasforma in un vero e proprio pianto incessante. Anche l’istitutrice di turno saluta e abbraccia Eugeny e poi è la volta della direttrice. Tutti lo accompagnano sulla porta d’uscita. Lui ha stampato sul visino il suo sorrisetto di circostanza, non una lacrima, ma chissà quali emozioni sta provando. Sulla porta d’uscita anche l’stitutrice piange a dirotto, io saluto e abbraccio tutti e anche Fabio fa altrettanto. Dopo l’ultimo abbraccio con la direttrice Eugeny sale in macchina dove Sacha lo sta aspettando. Io e Fabio salutiamo ancora tutti compreso bacio e abbraccio alla direttrice. Nell’emozione non mi accorgo che Fabio ha il viso rigato di lacrime e non riesce più a parlare. Solo in macchina gli esce un’unica frase con la voce rotta: “Che emozione!” In macchina ci accorgiamo che anche Sacha ed Aram non hanno trattenuto l’emozione, anzi il loro viso è proprio bagnato di lacrime. Quando la macchina parte, tutti alzano le mani in segno di saluto, Sacha strombazza , noi abbassiamo il finestrino al fine di permettere ad Eugeny, l’ultimo “Sao” e poi partiamo verso una nuova vita.
In macchina Eugeny è attento alla strada e non sembra particolarmente turbato. Arrivati all’hotel Aram gli spiega che questa non è la nostra casa, che qui staremo pochi giorni e poi partiremo per Mosca. Per Eugeny qualsiasi cosa è una novità a partire dall’ascensore, il primo in otto anni. Sorride dopo aver pigiato il bottone ed aver visto le porte aprirsi. Anche la camera spaziosa gli piace, però tempo un’oretta nella quale ci chiede all’infinito di poter mangiare qualsiasi cosa ci sia nel frigo (ed un pochino l’abbiamo anche accontentato)e siamo di nuovo per strada per fargli vedere la città. Per strada Eugeny si entusisma per qualsiasi cosa. Con noi due per mano vuole giocare al gioco del 1- 2- 3 e poi essere alzato per le braccia con un salto. Noi approfittiamo per giocare all’a- b- c- salto e via con le altre letterine…. Vuole entrare in ogni negozio e chiede di andare ai magazzini. Lì chiede tutti i giochi possibili e noi fra un “niet (no)” e un “zaftra (domani)” proseguiamo a fatica. Fabio si compra un cappellino e subito Eugeny se lo mette così decidiamo di andare alla Benetton a comprare anche per lui cappello, guanti (che impresa infilare le 5 dita quindi optiamo per il genere col pollicione) e sciarpa. Vestito da puro occidentale non lo si riconosce neanche più. Siccome non siamo ancora genitori attenti, ci dimentichiamo che potrebbe scappargli la pipì e quando ci viene in mente è già mezz’ora che si tocca il pisellino. Fabio lo accompagna alla toilette dei grandi magazzini e io aspetto fuori. Non vedendoli uscire mi domando quali difficoltà possano aver avuto mentre Fabio mi racconta che è stato molto tempo ad asciugarsi le manine con l’asciugatore automatico (mai vistro prima!). Siccome è ora di merenda (l’ennesima) entriamo al supermercato e come vede le noccioline dapprima chiede di prenderle e poi, a nostra insaputa, le mette in tasca. Dopo averlo scoperto lo sgridiamo dicendogli che non sono cose da farsi, sperando che ci capisca. Tornati in albergo dobbiamo trovare qualcosa da fare per tirare almeno le 19 per andare a mangiare la pizza, quindi decidiamo di fargli un bel bagnetto. Dapprima vuole solo Fabio e poi si abitua anche alla mia presenza. Nella vasca sguazza, si rotola ed allaga tutto il bagno (oddio chissà a casa!) poi gli lavo i capelli e glieli asciugo col phon (questo sconosciuto!). Verso le sette usciamo di casa per andare alla Veranda Italiana dove si mangia una pizza discreta. Eugeny ha difficoltà nel tagliarla col coltello e la forchetta quindi lo aiuto anche se Fabio mi dice di lasciarlo fare. Quando, in un momento di distrazione Fabio prende con le mani una fettina dal piatto, Eugeny non esita a copiarlo (tanta fatica per nulla!). Eugeny calata la sera è diventato un po’ nostalgico, anche a cena non parla ed ha un’espressione molto seria, per di più chiede di poter telefonare a Maxim, il ragazzo piu’ grande del gruppo e noi gli abbiamo promesso che domani lo accontenteremo. In camera lo obblighiamo a lavarsi i dentini e dopo aver infilato il pigiamino si mette nel suo lettino. Ora sono le 21,30 e noi non siamo mai andati a letto coì presto, ma il nostro piccolo cucciolo è lì che dorme come un angioletto e noi siamo estremamente felici così.
4 commenti:
Sono in un lago di lacrime, emozionata,felice,commossa....
Un bacione e augurissimi.
Sacha
EVVIVA!
Non vedo l'ora di incontrarvi in tre
Baci
BArbara
sono contento per voi 3.
Mau
Forza ragazzi... in questi momenti le parole servono a poco. Siete sicuramente meritevoli dell'emozione che state provando. Non preoccupatevi di imparare tutto in poco tempo.
Un abbraccio forte
Milena e Angelo
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