sabato 29 novembre 2008

Lavori in corso
















Incredibile a Milano nevica e a Stavropol c’è una fitta nebbia che ti entra nelle ossa. Stamattina sveglia alle 7,30 che per noi è da considerarsi “di buon mattino”, visto che ce la siamo sempre presa con comodo, colazione ed incontro con Aram. Stamattina ci si dedica alle pratiche burocratiche. Innanzitutto ci dirigiamo all’ufficio pratiche civili per ritirare, in originale, il nuovo certificato di nascita di Eugeny sul quale Fabio appone la sua firma. Dopodichè ci immergiamo nel traffico cittadino, lasciamo Aram in un altro ufficio ad apostillare tale certificato, mentre noi, con Sacha, andiamo all’istituto a scattare delle foto al piccolo per consegnarle all’ufficio dove si rilasciano i passaporti. Eugeny, non ci aspetta. Dall’espressione del suo viso, si capisce che si domanda il perché della nostra presenza inconsueta di mattina, e per di più senza Aram. Una volta che l’istitutrice gli spiega che dobbiamo fare delle foto per il passaporto, si presta alla nostra richiesta come un vero fotomodello. Terminato ciò lo salutiamo dicendogli che torneremo più tardi, nel pomeriggio, e anche in questo caso pare un po’ dispiaciuto per la veloce visita. E’ incredibile come dal suo visino e dai suoi occhi traspaia ogni minima emozione!
Di nuovo in macchina con Sacha, ci dirigiamo verso il centro per recuperare Aram. Il traffico cittadino è davvero consistente e la guida di Sacha non è delle migliori in città. Basta dire che ogni volta che innesca la prima il colpo di frusta è assicurato. Anche con l’autoradio è un vero disastro, appena c’è una canzone inglese o americana di successo che anche noi conosciamo, cambia stazione radio per cercare una ballata russa o una italiana di Toto Cutugno, Carrà, Ricchi e Poveri o Viola Valentino. E pensare che Fabio gli ha preparato un bel cd con musiche italiane attuali per evitarci lo scempio delle melodie russe!
Recuperato Aram, andiamo a sviluppare le foto. Bisogna dire che anche ieri, in istituto, avevamo scattato delle foto ma il fotografo aveva consigliato di rifarle: innanzitutto Eugeny, non era stato preso fino alle spalle, lo sfondo non era perfettamente bianco, quindi abbiamo provveduto a posizionare il piccolo con alle spalle una porta bianca, e la frangetta doveva essere messa di lato. Con le foto accompagniamo Aram all’ufficio visti e registrazioni nel quale ci danno la conferma che il documento sarà pronto stasera verso le 17. Siccome gli uffici fanno pausa dall’una alle due decidiamo, con i due nostri accompagnatori, di acquistare un paio di scarponcini e ciabatte per Eugeny in un posto dove Aram compra per sé e la sua famiglia. Quindi, sfoderando l’impronta del piedino presa ieri su un pezzo di carta, azzardiamo un 33, che sicuramente calzerà un po’ grande.
Dopo lo shopping sentiamo un languorino (o forse è la nausea dovuta alla guida di Sacha) andiamo tutti e 4 dal nostro amico Rasul a gustare un buon kebab, quello che ci ha tenuti svegli l’altra notte, ma che vale la pena di riprovare perché eccellente! Dopo pranzo Aram ci consiglia un riposo in albergo dato che, la fila all’ufficio delle apostille per il certificato di nascita e di adozione potrebbe essere un po’ lunga. Dopo circa un’oretta Aram ci recupera in albergo e via a ritirare il nuovo passaporto di Eugeny. Fabio firma in quanto “papà” e subito teniamo fra le mani il primo documento di Eugeny Giacomo Cortinovis, o meglio Eudzeny Dzhacomo Kortinovis (tradotto dal cirillico alla scrittura latina). Finalmente con il passaporto in mano possiamo andare in agenzia viaggi ad acquistare il biglietto per Mosca anche per il piccolo, ad un prezzo ancora scontato. Grazie all’efficienza di Aram siamo riusciti a risparmiare per il biglietto aereo qualche centinaio di Euro. Occorre però sottolineare che l’efficienza degli uffici russi per il rilascio dei documenti in breve tempo è stata aiutata…..da qualche centinaia di euro da noi sganciate per mano di Aram!
Alla bellezza delle sette di sera, andiamo a trovare Eugeny in istituto, ma la visita è di pochi minuti in quanto la direttrice ci manifesta il suo disappunto per l’orario. Eugeny si presenta con una calzamaglia verde da gioppino e con i capelli bagnati. Noi lo troviamo più bello che mai, e quando arretrando a piccoli passi ci saluta con la sua manina, noi ci sciogliamo in brodo di giuggiole. Ciao piccolino, da domani farai veramente parte della nostra famiglia!
Un’ultima nota dobbiamo dedicarla alla nostra camera. Sì perché da stasera (per gentile concessione della receptionist che ci ha preso in simpatia) saremo nella nuova camera che, da domani, condivideremo con Eugeny. La cameretta che lasciamo però è stata una vera compagna, l’unica dimora avuta per così tanti giorni in un paese straniero. Ogni volta che dopo una giornata di emozioni, siamo tornati da lei, ci siamo sentiti a casa. Per niente bella, abbiamo tentato di colorarla con fiori, di profumarla con incensi e di renderla più accogliente accendendo qualche candelina. Qui abbiamo vissuto una pagina importante della nostra vita, abbiamo profondamente pensato, ci siamo immersi nella lettura, abbiamo fatto il bucato, giocato a carte,fatto ginnastica, riposato su due lettini separati, visto film in dvd col computer, sognato,scritto i nostri blog, cenato (è successo solo una volta nella quale abbiamo fuso il bollitore) e molto altro. E’ stata una protagonista quotidiana. Da stasera ci separeremo per sostituirla con una più grande e confortevole, ma rimarrà impressa nella nostra mente come uno dei tanti ricordi importanti di questi magnifici giorni.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

vi facciamo i nostri migliori auguri. siete in vista del traguardo ormai ancora qualke giorno ed e' finita. siamo felicissimi nn vediamo l'ora di conoscere anke noi il piccolo eugheny e leggendo i vostri blog abbiamo rivissuto anke la nostra avventura molto simile alla vostra. auguri di nuovo allora e a prestoooooooooooo.

sacha ha detto...

Siete semplicemente fantastici!!
Tantissimi auguri.
Non vediamo l'ora di vedervi e conoscere Eugeny.
Buon rientro.
Un abbraccio
Sacha