
Comincia l’ultima settimana di istituto per Eugeny. Lunedì prossimo potremo prenderlo a stare con noi per sempre. La giornata comincia, oltre che con la solita colazione di porridge all’avena che divoriamo, con la consueta passeggiata per le vie di Stavropol. La giornata è uggiosa, il tempo freddino, ma comunque le temperature sono superiori alle medie del periodo. Ormai la nostra fruttivendola Asia, ha raccontato a tutti i colleghi la nostra storia, così quando andiamo da lei, tutti ci circondano, ci chiedono il nostro nome ed il nome del bimbo. Quest’oggi abbiamo notato un’altra particolarità nel mercato: esistono bancarelle che vendono sacchetti. Sacchetti? Si, sacchetti di plastica, magari colorati, ma sempre di sacchetti si tratta!!!
L’appuntamento con Aram è come sempre alle 14. Oggi abbiamo intenzione di fare, come anche nei prossimi giorni, un po’ di scuola ad Eugeny, quindi gli diciamo di portare su il quaderno e le matite. Cominciamo con le solite letterine dell’alfabeto, ma oggi non c’è verso. Eugeny, non ha voglia, è distratto e ripete le lettere sbadigliando. Quando gli chiediamo di ripeterle autonomamente risponde che le ha dimenticate velocemente. Io e Fabio capiamo che il lavoro è, e sarà, veramente arduo. Fabio (un pozzo di fantasia!) inventa una sorta di mosca cieca con le letterine e almeno per un po’ , si riesce a carpire l’attenzione del piccolo. Ogni 3-4 lettere inventate un premio, la banana, il mandarino, il cioccolatino, e lo yogurt. Trascorsa una bella oretta e mezza immersi nell’alfabeto gli diamo un po’ di tregua (fino a domani) e giochiamo all’interno della sala a rincorrerci, a farci solletico, a metterci cavalcioni e a fare la cariola. Improvvisamente Eugeny chiede ad Aram quando lo portiamo via dall’istituto. Strana domanda, soprattutto perché è la prima volta che proviene totalmente da lui senza alcuna nostra richiesta. Anche durante i saluti ci chiede, di sua iniziativa, se domani torneremo ed a che ora. Forse qualcosa in lui sta cambiando veramente, forse comincia a rendersi conto che la vita condotta qui in istituto, presto avrà un termine. Felici lo salutiamo e ci dirigiamo con Sacha, sulla via del ritorno in hotel immersi nella fitta nebbia di Stavropol.
Questa sera abbiamo deciso di tentar l'avventura in un pseudo-ristorante self-service. Malgrado l'incomunicabilità verbale, con gesti teatrali e qualche chiarimento siamo riusciti ad ordinare dell'ottimo Kebab con riso e patate.
Bingo ;-)))
PS: ma in questa foto non sembra di vedere il bambino di "Mamma ho perso l'aereo?"
5 commenti:
ciao ragazzi,
Eugeny è bellissimo, intelligente e furbetto, ora vuole solo stare con voi divertirsi ed essere coccolato....poverino non stressatolo troppo con i compiti...vedrete che a scuola in poco tempo impererà a parlare scrivere e leggere...
un abbraccio forte.
Sacha
Ciao, non vediamo l'ora di vedervi tutti assieme!
Eugeny è troppo un sagittario come la zia!!!!
No ... non assomiglia a Macaulay Culkin .... è troppo + bello ....
Ciao raga,
i compiti sono una vera fonte di ansia....anche per noi...
Se fosse per loro non li farebbero mai...ci vuole tanta pazienza ma non viziatelo troppo, altrimenti si abitua ad avere ricompense per tutto!!!
Vi abbraccio forte.
Rose
Ieri non ero in ufficio, quindi tanti auguri a Eugeny anche se in ritardo! Anche per mio figlio i compiti sono una vera e propria angoscia, figuriamoci per il vostro piccolo! Quando tornerete in Italia, vorrei ingaggiare Fabio come baby-sitter, è spaziale!!!! Ci sa veramente fare con i bambini!
La vostra storia ci trasmette ogni giorno tanta tenerezza, amore e soprattutto voglia di fare e di portare del bene nella vita di molti bambini! Bravi, bravi e grandi! Un abbraccio.
Maria Grazia T.
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