

Stamattina siamo partiti dall’hotel alle 9.30 per raggiungere l’istituto.
Arrivati sul posto, Eugeniy ci ha accolti scendendo dalle scale con il suo solito mezzo sorrisetto ma, arrivato vicino a noi, ha abbassato il visino facendosi pervadere dalla sua immensa timidezza. Durante il colloquio con la direttrice, una bella donna bionda, Eugeniy è rimasto con noi e si è lasciato vestire con gli abitini portati dall’Italia. Inu

tile dire che la misura era al quanto larga, ma nonostante cio’ se li è tenuti. Con lui abbiamo fatto un giretto nel giardino dell’istituto e poi siamo tornati all’interno perché il piccolo lamentava un po’ di stanchezza (o forse voglia di stare con gli altri bimbi). Di lui abbiamo capito che è fortemente interessato verso le cose tecnologiche (in due minuti avrà scattato 30 foto) gli piace stare con gli altri bimbi anche se fra di loro non c’è un grosso dialogo. Purtroppo non andando a scuola non è costretto a fare quella mezz’oretta di passeggiata al giorno che gli altri fanno, per cui sta ben poco all’aria aperta, gli piace il cioccolato e ha buon cuore perché lo offre senza esitazione anche ai suoi amici.
Due cose ci hanno meravigliato di lui oggi, sia quando, con una botta di personalità ha detto ad un amico di non toccare la sua gru (giochino regalato da noi il giorno precedente) dato che non gli aveva dato il permesso; ed inoltre quando ha cercato di ripetere delle parole in italiano, segno esplicito del suo tentativo di avvicinarsi a noi… nonostante, per ora, non abbia
dispensato nessun bacino… ma per questo ci sarà tempo. La giornata con lui si è conclusa con un suo “da svidanija”, noi abbiamo risposto “a domani” e lui con la sua flebile vocina “a domani”. Inutile dire che le ore successive della giornata le abbiamo trascorse parlando di lui e dei suoi comportamenti aspettando un nuovo giorno ed altri momenti da trascorrere con lui. Abbiamo pensato di mettere una foto dell’istituto per renderlo più familiare, sebbene ogni volta che arriviamo nelle vicinanze sale sempre un groppo alla gola.
Passando a cose più amene, questo pomeriggio abbiamo fatto una visita della città, con i suoi contrasti: una piazza stile soviet con al centro una statua immensa di Lenin e, di fianco, un mega centro commerciale con tanto di pista da pattinaggio sul ghiaccio. Questa sera abbiamo deciso di cenare in hotel con piatti tipici caucasici. Tra una canzone di Pupo ed un cantante russo (veramente triste) abbiamo aspettato ben 3 ore per mangiare una cotoletta di pollo !!!
2 commenti:
Al mattino mi alzo e non vedo l'ora di arrivare in ufficio per leggere il vostro blog.
Stiamo vivendo io e Fra questa avventura come se stesse accadendo a noi..
E' veramente incredibile!
Baci
LUCIA
Non so se è frutto della mia fantasia ma mi sembra che l'espressione di Eugeniy sia già molto più serena.....
Non gli sarete mica piaciuti????
Vi abbraccio forte....
Con affetto
Rosalba
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