

Dopo una colazione facilmente dimenticabile (come per tutte le altre mattine), ci dedichiamo allo shopping. Arriviamo in un negozio di giocattoli nella periferia di Stavropol che è impossibile riconoscere dall’esterno. In pratica sono delle stanze collegate da un unico corridoio, ed ogni stanza è un negozio differente dall’altro: libreria, souvenir, giocattoli e vestiti per i bimbi. Si, l’intenzione era di comprare qualche abitino per Eugeniy, dal momento che gli acquisti fatti in Italia per un bimbo di 7 anni non sono stati molto azzeccati. Difatti Eugeniy è un bimbo di 7 anni solo per l’anagrafe. E’ esile, minuto, con delle gambine che ti domandi come possa stare in piedi…. Tanté che chiediamo un completo, un coordinato, qualcosa che avesse un minimo di senso estetico… NULLA. In Russia non si usa comprare coordinati,né completini. E quindi? Quindi per rispetto verso la proprietaria compriamo canottiera e mutande prodotte in Turchia all’incredibile cifra di 4 Euro (già convertiti dai rubli). Proseguiamo con matriosca, qualche CD di musica caucasica (in Russia non esiste il diritto d’autore, un CD costa non più di 6-7 Euro) per finire, guarda a caso, alla Benetton un chiaro segnale della global economy nel bel mezzo della steppa russa, con tanto di prezzi sui livelli italiani. Ma insomma, com’è possibile che si possa spendere 52 Euro per felpa+pantaloni quando Edo si rifiuta di parcheggiare la macchina in un parcheggio a pagamento per 70 Rubli (1.8 Euro) perché, dice lui, è una cifra astronomica ?
Pranziamo in un centro commerciale e poi facciamo visita in un museo della storia militare dei cosacchi giusto per attendere l’apertura di un negozio di antiquariato che, alla fine, di antiquario aveva ben poco.
Sono le 14:00 è ora di andare a trovare il piccolo. E’ difficile spiegare le sensazioni che abbiamo nel viaggiare verso l’istituto: sarà la strada di campagna, la povertà delle case, le mura dell’istituto, o forse la tensione dell’attesa. Sta di fatto che Eugeniy ci accoglie con la faccia mogia mogia, come a volerci far capire che sta già soffrendo la lontananza dei prossimi 2-3 mesi. Eh si, la legge russa è diabolica: dobbiamo fare altri 2 viaggi e, se tutto andrà bene, l’iter burocratico terminerà verso Luglio / Agosto !!!
Per fortuna che la sua espressione cambia non appena vede la Jeep che gli abbiamo regalato. E’ molto contento ma non vuole darlo a vedere. Sembra quasi intimorito dai ragazzi più grandi che sono lì seduti sul divano mentre noi giochiamo con le macchinine. Avvertiamo che Eugeniy non è tranquillo, continua a girarsi verso di loro quasi a volersi scusare che di li a poco lascerà il “gruppo” per una nuova vita in Italia. Capendo la situazione, decidiamo di uscire per giocare sulla macchina di Edo, con il fido Aram che ci segue come un’ombra, dispensando continuamente la sua erudizione in fatto di lingua armena, turca, russa, italiana, inglese ed un poco di spagnolo. Aram è semplicemente un GRANDE !!! ed è un peccato sapere che vive in una casa di 43mq con i suoi due figli. Se vivesse in Italia, con le sue capacità intellettuali e culturali, potrebbe avere una carriera professionale di tutto rispetto ma …
Eugeniy è un bimbo che si appassiona a tutto: chiede cos’è l’auricolare bluetooth, smanetta con i pulsanti, con le leve, vuole che si vada a fare un giro in macchina. Insomma, è un bambino veramente curioso ma con una sensibilità incredibile, unica. Gli faccio vedere il mio portafoglio e quando indico la foto di Anto lui mi risponde… “mama”!!!
Si torna in Istituto, vuole stare con il “gruppo” perché è solidale con i suoi amici, non vuole mostrare agli altri che lui è il più fortunato. Invita tutti i bambini a giocare con la jeep, insieme a noi due, mentre i più piccoli vengono da noi per giocare con il lego, o semplicemente catturare la nostra attenzione. Ti si chiude il cuore a vedere questi bambini (in tutto sono 43 tra maschi e femmine dai 2 ai 16 anni), che stanno li, muti, alcuni con il broncio altri così affettuosi perché sperano che li porteremo via con loro. Ma la cosa che più intristisce è vedere quei ragazzi/e di 15, 16 anni senza futuro. Chi li vuole? Chi vuole adottare un ragazzo di questa età? Diventeranno maggiorenni, usciranno dall’istituto e poi….. ?
E’ ora di andare, con molto tatto spieghiamo a Eugeniy che ci rivedremo tra qualche mese e lui, come prevedibile, si chiude in sé stesso: abbassa lo sguardo, braccia a penzoloni e non dice più una parola. Aram lo esorta in Russo dicendogli: “presto andrai in Italia, sei contento?” e lui con voce soffocata, quasi a monosillabi risponde “da” (si).
Con stupore nostro vediamo che ci accompagna alla porta d’uscita prendendoci nel tragitto, arrivato all’ingresso si ferma ed ancora una volta gli chiediamo, in italiano, se vorrà venire in ITALIA con noi, ancora una volta ci sentiamo rispondere un fantastico “DA”. Infine lo salutiamo e senza nulla chiedergli si avvicina alla guancia e ci dà un bacino….il primo. Eugeniy non ama troppe smancerie, i baci li ha sempre tolti con la mano, quindi il suo gesto ci riempie il cuore di gioia. Mentre lo vediamo allontanarsi nel corridoio per raggiungere gli altri bimbi, si gira ancora una volta verso di noi e questo sguardo ci accompagnerà per i mesi che ci separeranno dal prossimo incontro.
Siamo felici di aver conosciuto questo piccolino, in tre giorni abbiamo cercato di capire molto di lui, sicuramente ha un carattere ben strutturato, è molto indipendente perché così gli viene insegnato in istituto tanté che rifiuta l’aiuto quando si infila il giubbottino dicendo “faccio da me”; ama la presenza degli amici e, forse, teme anche il loro giudizio. La sua sensibilità la si legge nei suoi occhietti, ha sofferto parecchio e di questo sembra consapevole. Lo lasciamo consegnandogli una nostra foto che lui ripone nel cassetto del suo comodino con la speranza che mai e poi mai pensi che non torneremo a prenderlo!!!
2 commenti:
forza ragazzi! passeranno veloci i prossimi mesi per eugeniy, più forte ed orgoglioso della sua famiglia. qui si sentirà subito amato e contagierà tutti! ma proprio tutti, con la sua esuberante felicità... uò&a
Il tempo passerà presto per poter rivedere Eugeniy. Tenete duro consapevoli di aver gettato delle fondamenta solide per quando potrete stare insieme per sempre. Vi Abbraccio Francesco
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